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2-5 Novembre 2006
LA CARTA DI VENEZIA RIVISITATA
Modernismo e conservazione dopo la Seconda guerra mondiale
Convegno INTBAU, Venezia, Italia
http://www.intbau.org/venicecharter.htm
Call for papers
Scadenza: 15 Maggio 2006
L’invito ad inviare relazioni sui diversi aspetti dei temi della conferenza di seguito illustrati è rivolto ad accademici, professionisti, urbanisti, storici, e a tutti gli interessati.
Il convegno
Questo convegno dell’International Network for Traditional Building, Architecture and Urbanism (INTBAU) intende esaminare le teorie della conservazione, analizzare il contesto storico in cui nacque la Carta di Venezia, e prendere in considerazione i casi di studio relativi alla sua applicazione nei 42 anni dalla sua adozione.
La Carta di Venezia (disponibile in inglese, francese e spagnolo all’indirizzo www.international.icomos.org/charters/venice_e.htm) tende a definire la responsabilità comune delle Nazioni a salvaguardare il patrimonio culturale dell’umanità per le generazioni future.
Ad essa fece seguito una serie di altre Carte che apparvero nel periodo tra le due guerre e in quello dopo la seconda guerra mondiale.
La Carta di Atene del 1931 (www.icomos.org/docs/athens_charter.html) mise al bando il restauro “integrativo”, incoraggiando una visione delle architetture storiche alla stregua di documenti.
Da questo punto di vista, gli edifici del passato dovrebbero essere soltanto studiati e ammirati ma mai copiati, per paura del “falso” storico.
Questo concetto modernista fu prontamente fatto proprio dal Governo Italiano e subito inserito nelle Norme per il restauro dei monumenti del 1932, (web.tiscali.it/restauroantico/carta_1932.htm) e ispirò Le Corbusier nello scrivere un saggio sulla conservazione dopo il quarto Congresso CIAM (Congres Internationaux d’Architecture Moderne) nel 1933.
Nondimeno la ricostruzione postbellica, nel periodo tra il 1945 e il 1955, fu caratterizzata da interventi di ricostruzione á l’identique su larga scala di città danneggiate come Varsavia, Gdansk, Blois e Vicenza.
Al Congresso de L’Aia del 1954 fu definita la Convenzione per la Protezione del Patrimonio Culturale durante i conflitti armati, pubblicato nel 1956, seguito dal Secondo Congresso Internazionale degli Architetti e dei Tecnici dei Monumenti Storici che nel maggio 1964 definì la Carta di Venezia. Di conseguenza, si può dire che essa rispecchia, nei suoi 16 paragrafi, la storia politica e culturale della tumultuosa metà del XX secolo.
L’insistenza con cui la Carta considera gli edifici e gli insediamenti come documenti storici che non vanno “falsificati” rispecchia, forse, il diffuso pensiero modernista post-bellico della “fine della storia”.
Fin dall’esordio, alcuni articoli della Carta di Venezia sono stati usati per giustificare e richiedere interventi modernisti su edifici e contesti storici, e in anni recenti per bloccare completamente il progetto di restauro tradizionale, e privilegiare l’intervento degli architetti modernisti internazionali e dei loro sponsor multinazionali, ai danni del genius loci e delle culture tradizionali.
Con questo convegno INTBAU intende promuovere quell’approccio pluralista al problema del restauro architettonico che consentirebbe ai fattori di continuità culturale, tradizione e memoria collettiva di andare oltre le richieste della Carta di Venezia, secondo cui gli edifici vanno intesi come documenti storici.
Noi non cerchiamo di riscrivere la Carta ma di integrarla.
Siamo in contatto con l’ICOMOS che tiene in considerazione le nostre proposte.
Le sedi della Conferenza sono il Piccolo Teatro dell’Arsenale e l’Aula Magna dell’Ateneo Veneto di Venezia.
Temi del convegno
Il convegno si articolerà secondo quattro temi principali:
1. Collocare la Carta di Venezia nel suo contesto storico e analizzarne il testo;
2. Esaminare le diverse teorie del restauro e le corrispondenti pratiche che caratterizzarono il restauro prima della Carta di Venezia;
3. Vedere come la Carta di Venezia è oggi applicata nel mondo, all’interno di diversi contesti culturali;
4. abbozzare le linee guida per gli interventi di restauro, architettonici e urbani, nei contesti storici.
Invio degli abstract
Gli abstract e i paper (valutati) saranno selezionati da almeno due membri del comitato accademico del convegno (o da sostituti da loro nominati). La selezione è anonima.
Gli autori degli abstract selezionati saranno invitati dal comitato scientifico a relazionare nella conferenza.
Il comitato, a sua discrezione, può chiedere agli autori l’invio del testo completo per la sua pubblicazione negli atti della conferenza.
Gli abstract possono essere inviati attraverso la procedura on-line all’indirizzo: http://www.intbau.org/venicecharter.htm
I dati inviati saranno protetti e si riceverà una immediata attestazione che confermerà il ricevimento dell’abstract.
In alternativa, l’abstract potrà essere inviato tramite posta elettronica al seguente indirizzo: matthew.hardy@princes-foundation.org, come file di Word nominato nel seguente modo: cognome_una parola chiave del titolo.doc.
Gli abstract inviati in questo modo devono essere conformi al seguente format:
1. Nome e Cognome, contatti e istituzione di appartenenza.
2. Note biografiche: massimo 80 parole, incluse le pubblicazioni recenti.
3. Abstract: titolo del paper, sessione tematica della conferenza, parole chiave e testo dell’abstract, il tutto in massimo 300 parole.
Gli abstract devono pervenire entro LUNEDÌ 15 MAGGIO 2006 e l’accettazione sarà notificata entro Lunedì 12 Giugno 2006.
La conferenza durerà da giovedì 2 Novembre (serata di accoglienza) a Sabato 5 Novembre (cena).
Comitato accademico del convegno
Il Comitato Accademico della conferenza comprende, in ordine alfabetico: Dr Victor Deupi (USA); Mr Vikas Dilawari (India); Mr Audun Engh (Norway), Prof. Pier Giorgio Gerosa (Switzerland), Prof. Claudio d'Amato Guerrieri (Italy), Dr Matthew Hardy (UK) - Committee Secretary, Prof. Jean-François Lejeune (USA), Prof. Paolo Marconi (Italy), Ettore Mazzola (Italy), Prof. Attilio Petruccioli (Italy), Prof. Gabriele Tagliaventi (Italy).
INTBAU
L’International Network for Traditional Building, Architecture & Urbanism) è una associazione a scopo benefico (registrata in the UK con il No.1103068) in rapida crescita, che sostiene attività di ricerca e formazione per la progettazione e la comprensione dell’architettura e dell’urbanistica tradizionali.
Abbiamo oltre 700 iscritti nel mondo, con sedi in India, Germania, Romania, Scandinavia, Nigeria ed altri in fase di acquisizione in Nord America e Oceania.
La Carta di INTBAU è disponibile in 21 lingue sul nostro sito web:
http://www.intbau.org/
(click per ingrandire)
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