In questa sottosezione saranno illustrati significativi progetti di lungomare, tipo urbano intrinseco all’idea di città mediterranea.TRIPOLI E IL SUO FRONTE A MARE
Disegno e costruzione della nuova immagine sul mare di una “medina mediterranea”
All'indomani dello sbarco italiano in Libia (1911) e negli anni '20 e '30 dello scorso secolo, dopo la lunga parentesi della grande guerra, l'amministrazione coloniale italiana mette in cantiere una serie di interventi urbanistici ed edilizi destinati a trasformare profondamente la Medina di Tripoli, e a plasmare la nuova figura della città sul mare.
Tra gli interventi più importanti si segnalano il restauro e la sistemazione del tetrapylon di M. Aurelio e L. Vero all'incrocio tra gli antichi cardo e decumano di Oea, la Tripoli romana, (F. Di Fausto); il monumento alla Vittoria sull'affaccio a mare settentrionale, dove un tempo sorgeva il Forte del Faro (A. Brasini); la suggestiva rimodellazione dei bastioni e dei fronti del Castello (A. Brasini); la costruzione della Cassa di Risparmio della Libia (A. Brasini); la creazione del Lungomare Volpi (A. Brasini); l'albergo Uaddan sullo stesso Lungomare (F. Di Fausto); il lungo e travagliato processo che ha portato alla formazione dell'odierna Piazza Verde, spazio di relazione tra la Medina ed il Castello e la città nuova; la sistemazione, appena più all'interno del fronte mare, della piazza della cattedrale (oggi trasformata in moschea) con il concorso di progettazione che ha visto la partecipazione di A. Libera e con gli edifici di F. Di Fausto; la costruzione, nelle vicinanze, della bella chiesa di S. Francesco (F. Di Fausto) con, all'interno, gli affreschi della scuola ferrarese di Achille Funi.
Tali interventi, di diversa scala ed importanza, evidenziano, nell'architettura italiana di quegli anni, accanto ad una notevole abilità nell'aderire a contesti non abituali e ad un uso disinvolto e spregiudicato di tecniche costruttive tradizionali, non solo plastico-murarie come testimoniano i disegni di Adalberto Libera, anche la capacità di costruire una convincente, possibile figura di architettura “moderna” mediterranea.